Operzione coraggio: quando l’allievo è “ospedalizzato”.

Laura Giaretta

Questa attività nasce dal desiderio e dall’esigenza di stare vicini a Luca, un compagno di classe che, per il secondo anno consecutivo, avrebbe subito un intervento abbastanza invasivo e che avrebbe richiesto un lungo periodo di ospedalizzazione.


Perché Operazione Coraggio?

L’ alunno, avendo già subito un intervento simile alla fine della prima elementare, era molto spaventato all’idea di dover rivivere a distanza di un anno un’esperienza così dolorosa.

In quell’occasione, come classe avevamo cercato di dimostrargli la nostra vicinanza e il nostro affetto realizzando un mega cartellone a forma di mongolfiera: sui palloncini che sollevavano la mongolfiera erano attaccati gli autoritratti di tutti compagni di Luca.

Questa seconda volta, però, la mongolfiera non bastava…

Ci siamo resi conto che questo dono aveva due grossi limiti. Prima di tutto, era troppo ingombrante… soprattutto per un armadietto di ospedale… E poi che avrebbe esaurito in breve tempo la sua carica di sostegno affettivo.

Luca avrebbe avuto invece bisogno di sentire la nostra vicinanza soprattutto al risveglio dall’operazione, e in maniera prolungata, per rompere la noia della lunga degenza.

Quindi ci siamo messi subito a riflettere su come fare. Avevamo bisogno di un’attività che coinvolgesse l’intera classe e che facesse anche comprendere a ciascuno di loro cosa stesse per accadere al loro compagno.

E’ così è partita Operazione Coraggio.

Schermata 2017-03-04 alle 16.16.41

Qual è stato il primo passo del nuovo progetto?

Abbiamo approfittato di un giorno di assenza del nostro Luca per leggere in classe il libro “La zuppa del coraggio”. Assieme abbiamo avviato una discussione sul significato di questa parola e di cosa ha bisogno ciascuno di noi per alimentare il proprio coraggio e affrontare le proprie paure.

Quindi abbiamo deciso di decorare tutti assieme una scatola con i personaggi e le frasi che più ci avevano colpito nella storia.

Sarebbe stata la nostra scatola del coraggio tutta per Luca e, un po’ come nella storia la zuppa miracolosa si preparava raccogliendo in un calderone gli ingredienti portati da ciascun animale, allo stesso modo nella scatola ciascun bambino avrebbe inserito un proprio personale dono per Luca.

In questo modo avrebbe avuto tanti piccoli doni da aprire uno al giorno, che gli avrebbero regalato ogni giorno un sorriso.

Sono state coinvolte altre insegnanti?

Tutto questo è stato realizzato in collaborazione con l’insegnante di religione, Luisa Zamperin. Mentre lei lavorava in classe con i bambini alle illustrazioni che avrebbero decorato la scatola, io realizzavo un trailer dedicato a Luca che, pur non apparendo tale, era il nostro eroe. Eccolo qui:

https://www.youtube.com/watch?v=crlVjcem6MI

Infine, abbiamo modificato il testo della canzone Jeeg Robot d’ acciaio sostituendo il nome Jeeg con quello di Luca.

E Luca? Come ha reagito?

Il suo ultimo giorno di scuola gli abbiamo fatto una sorpresa e gli abbiamo consegnato la scatola con tutti i nostri doni, che lo hanno accompagnato in ospedale… anche perché eravamo d’accordo che non avrebbe potuto aprirli fino a dopo l’intervento.

Durante la degenza, la scatola del coraggio ha aiutato Luca a spezzare la monotonia dei pomeriggi in ospedale e a riportarlo con la mente alla sua quotidianità e ai suoi amici.

In quel mese i compagni di classe che gli sono stati vicini anche grazie a Edmodo e a Skype. Hanno persino a trovato il modo di giocare a Uno via Skype, usando ciascuno un mazzo di carte. La distanza tra Bolzano Vicentino e Trieste, dove Luca era ricoverato, in quei momenti si annullava.

Qual è stata la “filosofia portante” di questo progetto?

Inclusione, collaborazione, educazione all’affettività, amicizia, libri e tecnologia sono state le parole chiave di Operazione Coraggio.

I risultati sono stati davvero positivi. La classe è uscita da questa esperienza rafforzata e più unita. Per loro Luca era ed è un eroe, e come tale è stato accolto al suo ritorno a scuola.

Schermata 2017-03-04 alle 16.18.18

Comments are closed here.