Impara a migliorare le tue foto con Adobe LightRoom. Alcuni semplici principi per i tuoi lavori.

Alberto Pian

Grazie alle applicazioni sempre più incredibili che ci consentono di pubblicare, condividere, mostrare, divulgare, le nostre fotografie si possono rivelare uno strumento fondamentale per le nostre comunicazioni e i progetti didattici da realizzare in classe. Abbiamo però bisogno di distaccarci dagli effetti speciali e dai numerosi filtri che imperversano nei diversi social e che riducono le immagini a un linguaggio stereotipato e poco attraente e, soprattutto, a un linguaggio che non siano a esprimere, ma degli automatismi uguali per tutti.


Adobe LightRoom per dispositivi mobili

Per migliorare le vostre foto utilizzate Adobe LightRoom per dispositivi mobili. Questa applicazione gratuita esiste, in versione a pagamento, anche per MAC e PC. Vi sorprenderà che cosa può fare in un iPhone o un Android: è un vero e professionale programma di sviluppo fotografico.

Ecco quali sono le operazioni che vi invito a sperimentare, in questo preciso ordine, per “migliorare la vostra fotografia.

Elementi di base

Lo “sviluppo”

Prima di tutto distinguiamo fra ritocco fotografico e sviluppo. Con operazioni di ritocco cambiamo la fotografia, in sede di sviluppo, invece, ne facciamo risaltare le qualità secondo lo stile che preferiamo, secondo i nostri gusti. Noi ci riferiamo allo sviluppo, non manipoliamo l’immagine fino a trasformarla, ne “sistemiamo” alcuni parametri in “camera oscura”, in modo tale che esprima ciò che, a nostro parere dovrebbe esprimere in termini di luce, inquadratura, particolari, ombre, colori…

Allo stesso modo non applichiamo effetti speciali preconfezionati.

Se disponete di una fotocamera reflex vi suggerisco di scattare le fotografie nel formato RAW. Questo formato consente di avere maggiori informazioni che ci permettono di utilizzare più parametri per “sviluppare” la fotografia.

Spesso capita che fotografiamo in fretta. Siamo con amici, non abbiamo la pazienza di trovare l’inquadratura corretta, ci siamo accorti tardi di una inquadratura, ma non vogliamo tornare sui nostri passi, non abbiamo badato alla luce e alla sua provenienza… Insomma, che cosa si pretende?

Nulla, infatti carichiamo la nostra foto in Adobe Lightroom e sviluppiamola cercando di restituirle un minimo di dignità.

Un esempio da sistemare

La fotografia che vedete qui sotto non è stata scattata in modo accurato. È il museo di John Steinbeck a Salinas, in California. Forse ero troppo emozionato all’ingresso del museo, oppure ho pensato che sarebbe stata solo una foto senza importanza, trattandosi della facciata del museo. In ogni caso questa è la foto originale.

Steimbeck foro 1

Notiamo che la fotografia è storta! Poi è anche scura (sottoesposta) e una parte della strada con il tombino è proprio brutta. Le vetrate d’ingresso e della facciata nascondono un dettaglio molto bello che in questa fotografia non emerge.

Il risultato delle semplici operazioni di sviluppo che ci accingiamo a fare, senza troppi sforzi, sarà quello che osservate nell’immagine sottostante.

Steinbeck foto 2

Questa fotografia è più luminosa, si notano i riflessi delle vetrate, che prima erano nascosti e le linee della composizioni sono più in asse, sia verticalmente che orizzontalmente. Nel complesso il museo appare più visibile, la scritta è decifrabile. Anche i colori risultano un po’ più saturi e brillanti (ma questa è una questione di gusti).

Notiamo ora il particolare del riflesso nella porta a vetri dell’ingresso, che prima era completamente nascosto.

Steinbeck foto 3

È un bellissimo dettaglio, preso in modo del tutto casuale perché il fotografo, non lo aveva notato dato che a questa fotografia non aveva attribuito alcuna importanza speciale, se non il “dovere” di scattare una foto dell’ingresso del museo!

Raddrizzare l’immagine

Dopo aver importato la fotografia in Adobe Lightroom apriamo la sezione Sviluppo e quindi la sezione Trasformazione. In questa sezione possiamo regolare una serie di parametri per raddrizzare la fotografia, per renderla meno bombata (distorsione) e per tagliare l’inquadratura.

L’immagine qui sotto mostra l’ambiente di Taglia e Ruota in Adobe LightRoom per dispositivi mobili.

Cercate di raddrizzare la fotografia all’orizzonte, oppure sulla linea di base di un edificio.

L’immagine qui sotto mostra invece il percorso in Adobe LightRoom per Mac.

Schermata 2016-07-27 alle 02.18.18

Bilanciamento del bianco

Il bianco racchiude tutti i colori ed il modo attraverso il quale la fotocamera e le applicazioni di sviluppo, interpretano la scala cromatica: ogni colore viene rapportato al bianco. Perciò “bilanciare il bianco” significa poter determinare un equilibrio fra tutti i diversi colori. Se il bilanciamento tende a esprimere maggiormente il colore giallo, allora si dice che la fotografia sarà più “calda”. Se invece tende di più verso il blu, allora si dice che sarà più “fredda”. Non esiste un concetto assoluto di bilanciamento. Normalmente si fa in modo che la aromaticità della pelle umana non venga alterata ma, in ogni caso, è sempre una questione di sensibilità e di gusto personale. Però partiamo dal bilanciamento del bianco, come mostra l’immagine qui sotto. Occorre aprire la sezione Colore e agire nel menù BB (bilanciamento bianco). Potete vedere come cambia l’equilibrio cromatico come le modalità Automatico, Come scattato, oppure agire sullo spider Temperatura per operare qualche variazione. Possiamo regolare la temperatura e la tinta in modo che i colori della foto appaiano bilanciati e non tendenti vero un colore dominate, come nel caso dell’immagine originale, dove i gialli e i blu sono decisamente spenti e non ben distinti fra loro.

Bilanciamento del bianco.

Esposizione, luci, ombre, contrasto

Adesso vi vorrei parlare un momento del concetto di  esposizione, sovraesposizione e sottoesposizione. Quando in una fotografia entra troppa luce alcune sue parti tenderanno al bianco e la foto si dice che è “sovraesposta”. Cioè che è stata esposta alla luce del sole più del necessario. Se invece tende verso lo scuro, allora vuol dire che di luce, nell’obiettivo, ne è entrata meno di quanto sarebbe stato necessario. In questo caso si dice che la fotografia è “sottoesposta”.

Bene. Ricordatevi che, entro certi limiti, è meglio avere una foto sottoesposta che sovraesposta. Infatti la troppa luce tende a bruciare le informazioni, mentre una luce più debole rende certamente la foto più scura, ma da questa riusciamo comunque a recuperare maggiori informazioni e dettagli. Così, quando scattate una fotografia, nel dubbio, chiudete il diaframma e/o aumentate il tempo di esposizione. In estate tenete il diaframma sul valore minimo di 8 e con la luce diurna del sole all’aperto scattate con valori intorno o superiori al millesimo di secondo. È una indicazione generica, che serve per farvi riflettere sulla quantità di luce che impressiona il sensore digitale della vostra fotocamera.

Agiamo sull’esposizione che deve essere aumentata per far entrare più luce e per recuperare così maggiori dettagli. Insieme all’esposizione regoliamo le luci, che abbiamo abbassato un po’, e le ombre che invece abbiamo alzato un pochino, con il risultato di un contrasto più equilibrato. Abbiamo anche giocato un po’ con i bianchi e i neri.

L’immagine sottostante mostra i parametri della sezione Luce di Adobe LightRoom per dispositivi mobili:

La sezione Luce permette di regolare l’esposizione e la luminosità generale della fotografia. Giocando sulle Ombre potete mettere in evidenza dei dettagli nascosti dell’immagine.

 

Tutte queste regolazioni si condizionano a vicenda, per cui provate e regolare i diversi parametri per vedere che cosa succede combinandoli fra loro. Se siete alle prime armi vi suggerisco un piccolo trucco. Per vedere che cosa capita agendo su un determinato valore, spostate il cursore molto avanti o molto indietro. In questo modo vedrete subito che cosa può ottenere quella determinata regolazione. Fate le vostre prove, poi tornate sui vostri passi. Osservate sempre i valori e cercate di capire, in rapporto alla questione “sovraesposizione” o “sottoesposizione”, come la luce e i suoi valori influiscono sull’immagine.

Sempre nella sezione Colore, abbiamo anche i parametri della Vividezza. Qui possiamo dare ai colori dell’immagine un maggior risalto senza alterarli del tutto. Li rendiamo un po’ più vivi e brillanti, un po’ più saturi e luminosi.

L’immagine mostra la sezione Colore in Adobe LightRoom per dispositivi mobili:

L’immagine qui sotto invece mostra i parametri in Adobe LightRoom per Mac:

Schermata 2016-07-27 alle 02.30.42

Metadati e informazioni

Se usate una reflex, invece del vostro smartphone, date un’occhiata ai parametri dell’immagine che si trovano nelle Informazioni. Questi metadati riportano, per esempio, l’obiettivo usato, gli ISO, l’apertura di diaframma, i tempi di posa. Perché ci servono queste informazioni? In se stesse non rappresentano molto. Se però assumiamo la costanza di leggerle, poco per volta si formeranno delle idee più precise sui rapporti fra obiettivo, diaframma, tempi di posa, ISO, che ci aiuteranno a scattare meglio, piuttosto che a impiegare troppo tempo a “sviluppare” una foto venuta male.

Anche se, come vi ho appena dimostrato, per quante conoscenze si possano avere, l’errore è sempre in agguato.

Infatti, la bellezza è una ricerca e insegnare questa ricerca ai propri studenti è un valore importante a sostegno della loro creatività.

Comments are closed here.