Speciale Coding: parlano gli studenti!

Redazione

La parola agli studenti del Laboratorio di Informatica e Robotica dell’Istituto Sacro Cuore di Napoli (testi tratti da alcuni temi svolti dai ragazzi durante l’ora di italiano durante la quale era stato chiesto loro di raccontare e motivare l’interesse per un’attività svolta di recente a scuola)


 

Una delle attività più belle che ho iniziato qualche settimana fa è stata quella del Laboratorio di Informatica. Secondo me l’idea che ha avuto la scuola sul laboratorio in informatica è stata grande […] Da subito, anche chi non faceva parte di questo laboratorio, si è inscritto e anche io ho deciso di aderire, perché mi fidavo del prof.re […]. Anche      mio padre e mia madre sapevano che era in gamba e devo dire che è merito loro se faccio il laboratorio di informatica.

La prima volta che ho fatto il laboratorio con il prof.re […] mi è piaciuto molto, perché ha parlato di cosa avremmo fatto e ci ha detto che saremmo riusciti a programma delle azioni per il drone.

E mentre ne parlava, notai che la classe del liceo dove facevano informatica era stracolma di ragazzi di I, II e III media. In quello stessa lezione il prof.re mi fece programmare. Con l’aiuto dei miei compagni, sono riuscito a programmare un drone. Nella seconda lezione abbiamo continuato a programmare. […] Spero che questo laboratorio così bello continui  ad essere così”.

Ogni mercoledì facciamo il laboratorio di informatica con il prof.re […]; questo laboratorio è il mio preferito. Al laboratorio di informatica non usiamo i computer, ma usiamo i droni. Nella prima lezione il prof.re ci ha mostrato il programma che dovevamo usare e ha fatto volare un drone. Invece, nella seconda lezione ha fatto provare ad alcuni di noi come farlo decollare. Dopo che tutti l’hanno capito, ci ha mostrato come si pilota. Poi è arrivato Natale e i miei, a parte montagne di giochi per la play station, mi hanno regalato due tipi di droni: il primo è il Parrot e il secondo è di una marca che non conosco. Dopo Natale ho scoperto che non ero l’unico ad avere il drone, ma anche gli altri miei amici: Paolo, Riccardo e Gennaro, che al doposcuola lo porta sempre e lo fa volare in classe. Nell’ultima lezione il prof.re ha fatto dei gruppi che fanno cercato di far descrivere al drone un cerchio completo. Ci hanno provato tante persone, alcune ci stavano riuscendo, ma gli unici che ce l’hanno fatta sono stati Riccardo e Paolo. Per usare il programma bisogna conoscere l’inglese  e la matematica, materie nella quali sto migliorando.

[…] Questo corso per alcuni è noioso, mentre per altri è interessante; io e mia sorella ne siamo la prova: a me piace, mentre a lei no.

Al corso programmiamo un’orca con un applicazione che si chiama Tickle. Questa app è in inglese e serve a dare “comandi” agli oggetti di quella app.

Noi, oltre a fare programmi virtuali, facciamo programmi anche per i droni Parrot. I droni  che si solito programmiamo sono il Rolling Spider, Sphero, Airbone Cargo e qualche volta, anche se non molto spesso, il Jumpig Sumo.

I droni del professore sono il Rolling Spider bianco e nero con una bocca che all’interno ha i denti affilati; Sphero è “per metà intero e per metà spaccato”, nel senso che si vede la parte robotica, non perché sia rotto, ma è una versione limitata che si chiama Spark.

Sphero ha alcune qualità simili a quelle umane, per esempio si spaventa, salta, cammina, ecc.. Gli altri droni li portiamo noi da casa; per esempio Gennaro, di II media, porta il suo Airbone Cargo. Anche io ho un drone ed è il Rolling Spider […]

Per me questo corso è fantastico, perché mi piace scoprire cosa sanno fare i vari droni, come funzionano e anche perché imparo qualcosa in più di inglese.

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